
Escludendo le dighe lungo i fiumi ("centrales au fil de l'eau") perché realizzabili facilmente solo se i fiumi non sono navigabili, la svizzera produce il 30% del suo fabbisogno con le dighe ad accumulazione che permettono agevolmente di seguire le fortissime variazioni giornaliere di potenza richiesta.
Oggi, la Svizzera non è più autosufficiente tutto l'anno (da novembre a marzo) e deve importare dalla Francia energia elettrica da fonte nucleare (equivalente a 2 grandi centrali nucleari), in particolare durante la notte per ricaricare le sue dighe, le quali forniranno la necessaria potenza durante le ore diurne.
Salvo restando l'intenzione della Svizzera di costruire nuove centrali nucleari per assicurare a lungo termine il fabbisogno crescente di energia elettrica, si può notare come il "sistema" di produzione elettrica svizzero sia un'integrazione ottimizzata di nucleare e idroelettrico.
Anche in Italia è realizzabile una sinergia tra idroelettrico e nucleare, potenziando bacini idrici in collaborazione con Francia, Svizzera ed Austria, a tutto vantaggio dell'agricoltura italiana che disporrebbe di grandi volumi d'acqua.
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